Il fatto è inammissibile. Un morto, pare con problemi psichiatrici, ucciso da un assessore, Massimo Adriatici, con alle spalle una carriera nella polizia e che, quindi, si presume capace di gestire situazioni di tensione come quella di ieri sera.
Da una parte una persona problematica, dall'altra un pubblico ufficiale, assessore con la delega alla sicurezza, che gira armato.
Questo episodio fa male alla città, fa male a chi la governa e fa male a chi crede nella Politica con la P maiuscola.
E tutto questo accade, purtroppo, dopo che solo pochi mesi fa un importante ufficiale dei Carabinieri riprese proprio l'assessore Adriatici, ricordandogli che la sicurezza era garantita dale Forze dell’Ordine, e non dall'assessorato. Questo richiamo, fatalmente, si è rivelato premonitore, ed esplicativo su ciò che può succedere in questi casi.
Si parla di "eccesso di legittima difesa". Saranno i giudici a chiarire i fatti, le circostanze e il titolo di reato.
Noi registriamo solo la gravità di quanto accaduto.
Dal punto di vista meramente politico, non possiamo tacere che da anni in tutto il Paese si è fatta strada la cultura del "fai da te", della giustizia veloce.
E la Lega, cui appartiene l'assessore Adriatici, ne ha fatto un elemento portante della sua impostazione politica a livello nazionale. L’episodio di Voghera, difatti, è stato subito colto come palla al balzo dalla dirigenza leghista, che ne ha fatto quasi una bandiera politica di chi difende i cittadini con l’arma in pugno, come han rivelato le prontissime dichiarazioni dell’On. Ciocca e di Salvini.
Noi ribadiamo invece che chi siede nelle istituzioni rappresenta i cittadini, i quali si sentono difesi da chi segue le regole, non da chi le interpreta a suo modo, fermo restando che siamo comunque in attesa dei chiarimenti degli investigatori.
Per quanto attiene alla politica locale, la Giunta, già alle prese con un altro caso critico, riteniamo che oggi non rappresenti più la città.
È un dato ormai chiaro: ha fallito la sua missione fin dai primi mesi di mandato! La squadra del sindaco Garlaschelli ha perso la sua credibilità, portando la città ad essere riconosciuta a livello nazionale come un luogo insicuro, dove si verificano anche decessi da arma da fuoco.
Come Alleanza Civica, avevamo già sollevato (inascoltati) 4 punti fondamentali:
- Concepire la sicurezza come un diritto sociale, non come prerogativa di un solo partito, i cui principi vanno condivisi in Consiglio comunale;
- Lavorare in stretto contatto con le forze dell'ordine e non sostituirle;
- Fare del Comitato provinciale per la sicurezza e l'ordine pubblico un riferimento costante di guida;
- Attivare gruppi di unità di strada (dalle ore 22 sino al mattino) sia per prevenzione che per soccorso.
Forse non avremmo evitato in pochi mesi la micro criminalità, ma ci saremmo impegnati nel mitigarla, con l’aiuto di tutti e tutte, cittadini inclusi. Gli abitanti di Rogoredo, su questo, ne sono testimoni.
La Sindaca Garlaschelli, se ha un minimo senso delle istituzioni, venga in Consiglio comunale a scusarsi con la città e a rassegnare le sue dimissioni e a liberare il Comune da un’amministrazione improvvisata e dannosa.
Alleanza Civica per Voghera